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Mostra mirò Foligno

Miró: l’arte dei sogni. Fantasia e natura

A 130 anni dalla nascita e a 40 dalla morte del pittore spagnolo Joan Miró, la città di Foligno celebra, con una mostra a Palazzo Trinci, l’arte di uno dei più grandi protagonisti del XX secolo.

Il concept della mostra

Dal 1956 Miró si stabilisce a Palma di Maiorca dove, incuriosito dalla natura prorompente dell’isola e guidato dai suoi sogni, dipinge un mondo variopinto o monocromo prediligendo sempre temi di fantasia con figure astratte.

L’esposizione comprende un gruppo di 47 opere tra incisioni e litografie realizzate dall’artista dalla fine degli anni ‘60 agli inizi degli anni ‘80.
Di grande rilievo sono le due serie realizzate proprio a Palma di Maiorca che Miró eseguì per la Sala Pelaires, sua galleria di riferimento fino al 1983, anno della morte; la prima, intitolata “Serie Mallorca”, esposta nel 1973 esattamente 50 anni fa, inaugurò la sua collaborazione con la galleria maiorchina: quattro gruppi di nove opere ciascuna, di cui due in monocromia (bianco e nero) e due a colori, raffigurano uno stesso modulo decorativo che il Maestro ripropone in differenti versioni, come a voler suscitare nell’osservatore ogni volta nuove emozioni.

Tratti disordinati e solo apparentemente senza senso: la narrazione di un universo fantastico costellato da figure dalle forme libere che ricordano talvolta esseri umani e talvolta animali, che improvvisamente scompaiono e lasciano il posto a piccole superfici colorate, spogliate dal tratto nero e da cui emergono cerchi, rombi o triangoli in un grande spazio vuoto.

La seconda, la “Serie Gaudì” spicca per i suoi colori accesi e fluorescenti. Miró la realizzò nel 1979 dedicandola al suo grande amico e architetto spagnolo che fu per lui una guida, un esempio, un genio. Qui il foglio si riempie di forme che ritroviamo nei monumenti folli dell’autore della “Sagrada Familia” di Barcellona.
Punte, spirali, linee curve, grandi buchi neri e vistose macchie colorate, il tutto ancora una volta ispirato dall’aspetto onirico della natura.

Altre quattro litografie, acqueforti e un magnifico volume d’arte autografato concludono la mostra fortemente voluta dal curatore Alessandro Masi per rendere omaggio a Joan Miró che, con il suo tratto talvolta minimalista e quasi evanescente, talvolta espressionista con le sue pennellate grosse e nere, ricercò incessantemente un linguaggio semplice ma trasognato, senza mai abbandonare la dimensione onirica nell’arte.

Hohn Miro i ferra - Mostra Mirò Foligno

Joan Miró i Ferrà

Joan Miró i Ferrà, nato il 20 aprile 1893 a Barcellona, è stato un pittore, scultore e ceramista catalano che ha rivoluzionato l’arte moderna con la sua peculiare fusione di forme astratte e simboli surrealisti.

Ha iniziato i suoi studi artistici all’Accademia di Belle Arti di Llotja proseguendo poi a Parigi dove, nel 1920, è entrato in contatto con artisti come Picasso e Breton, contribuendo alla fondazione del movimento surrealista.
La sua prima mostra personale risale al 1918 a Barcellona, seguita poi da numerose esposizioni internazionali che ne hanno consolidato la reputazione.
Tra le opere iconiche si annoverano “La fattoria” e “Donna e uccello”.
Nel 1956 ha aperto uno studio a Palma di Maiorca, dove si è trasferito definitivamente facendosi ispirare dal fascino e dalla bellezza dell’isola per le sue opere.

Scomparso il 25 dicembre 1983, ha lasciato un’eredità che continua a plasmare il panorama artistico mondiale.
Ha creato un linguaggio visivo unico, in cui la spontaneità e l’espressione emotiva si uniscono con la precisione formale.

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